Patent Box: le differenze tra nuovo e vecchio regime

26-11-2021

Di Francesca Filippi

L’Art.6 (Semplificazione della disciplina del Patent Box) del Decreto Legge n.146 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2021 ed entrato in vigore il 22 ottobre, apporta sostanziali modifiche al regime del Patent Box introdotto dall’Art.1, commi 37-45 della Legge di Stabilità 2015 (L. 23 dicembre 2014, n.190) e più volte modificato nel corso del tempo.

Sebbene l’Art.6 parli di “Semplificazione”, di fatto le modifiche introdotte costituiscono un’abrogazione della precedente disciplina, come si evince dalla tabella sotto riportata che fornisce un quadro di sintesi delle principali differenze tra vecchio e nuovo regime:

In attesa del voto degli emendamenti – tutti superanti le inammissibilità – ci soffermiamo brevemente di seguito sui principali dubbi interpretativi sorti, soprattutto in relazione alla disciplina transitoria prevista dal comma 10 dell’Art.6.

Tra i diversi aspetti applicativi che dovranno essere chiariti a seguito della conversione del decreto legge, assumono particolare rilevanza i criteri per l’esatta identificazione dei costi agevolabili, anche in virtù del comma 9, che esclude la cumulabilità tra Patent Box e Credito di Imposta Ricerca e Sviluppo per i medesimi costi.

Il testo del Decreto si riferisce esclusivamente a costi di Ricerca e Sviluppo sostenuti in relazione agli intangibles agevolabili, senza alcun riferimento ai costi di Innovazione Tecnologica.

Diverse le critiche che il mondo imprenditoriale ha sollevato sul cambio di paradigma della misura, ritenuta oggi incentivante non per chi ottiene risultati, bensì per chi spende maggiormente.

I commi 8 e 10 hanno suscitato maggiori perplessità e dubbi interpretativi, tenuto conto anche della pubblicazione del decreto in prossimità della scadenza del modello dichiarativo e della chiusura degli esercizi fiscali (almeno per quelli coincidenti con l’anno solare).

Per quali periodi di imposta si può ritenere ancora applicabile il vecchio regime?

I commi sopra citati e la relazione tecnica al decreto sembrerebbero avvalorare la tesi di un’abrogazione “retroattiva” del vecchio regime a partire dal periodo di imposta 2020; ciò in netto contrasto con il principio di irretroattività delle norme tributarie sancito dall’Art.3 dello Statuto dei Diritti dei Contribuenti. Ciò comporterebbe, per le imprese con opzioni da esercitarsi nella dichiarazione da presentare entro il prossimo novembre, la cancellazione del beneficio di cui avevano già tenuto conto nel versamento di giugno oltre che nel bilancio.

D’altro canto la stessa relazione tecnica “non impone ai contribuenti che già usufruiscono del vecchio regime di transitare immediatamente nel nuovo, potendo tale evenienza verificarsi, sino al periodo di imposta 2024, solo su base opzionale”, facendo salvo così il periodo di imposta 2020.

Un’ulteriore conferma a tale interpretazione deriverebbe sempre dalla relazione tecnica, che stima gli effetti finanziari delle nuova misura a partire dal 2021.

Il calcolo di convenienza tra i due regimi, oltre ai chiarimenti dei temi sopra esposti, dipende da numerose variabili. Di certo il nuovo regime rappresenta una semplificazione rispetto alla precedente metodologia di calcolo del beneficio, che includeva anche nexus ratio, con una conseguente “maggior certezza e celerità nella fruizione del beneficio”, come indicato nella relazione illustrativa al Decreto.

Altro punto di certo a favore della nuova disciplina è la reintroduzione dei marchi di impresa – asset fondamentale per il paese Italia, abolita nel precedente regime a partire dal 2017.

Dall’altro suscita numerosi dubbi il totale cambio paradigma, unito alla non cumulabilità col Credito di Imposta Ricerca & Sviluppo, di una norma nata con l’intento di evitare la fuga dei brevetti all’estero.

Non da ultimo la pubblicazione del decreto a ridosso delle scadenze fiscali per fruire dell’agevolazione nella sua precedente formulazione; il mondo imprenditoriale ha più volte espresso l’esigenza di avere un programma di incentivi stabili e coerente nel tempo.

Francesca Filippi
Key Account Manager – Leyton Italia

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Francesca Filippi

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