Manovra di Bilancio 2022: quali novità per “Transizione 4.0”?

04-11-2021

Di Alessandra Gallini

Nel pacchetto di misure della nuova Legge di Bilancio 2022, che è stata approvata recentemente in CdM, è stato previsto anche un capitolo consistente a favore delle imprese.

Come detto dal Premier Draghi, si tratta di una “legge espansiva, che accompagna la ripresa”, che si muove sulle coordinate già delineate dalla Nota di aggiornamento al Def, al fine di favorire la risalita economica del Paese dopo la pandemia da Covid-19, rafforzando gli effetti degli investimenti e delle riforme previsti dal PNRR.

Il 28 Ottobre è stata quindi pubblicata la bozza del disegno di legge sulla manovra di bilancio per l’anno 2022; il Governo ha riservato una parte di questa proprio agli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0. Nella bozza sono stati inseriti, in particolare, tre articoli sui quali abbiamo posto subito l’attenzione.

L’articolo 9 è stato dedicato interamente alla “Proroga del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali «Transizione 4.0» e del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative”.

Per quanto concerne, nello specifico, il Credito d’imposta Beni Strumentali la norma ha disposto una proroga triennale, proponendo però una sostanziale riduzione del credito per i beni materiali fino al 50% a partire dal 2023.

Se comunque nel 2021 erano presenti determinate aliquote per l’acquisizione dei beni materiali previsti nel corrispondente allegato A, nel 2022 queste verranno comunque ridotte  al 40% per investimenti fino a 2,5 milioni, al 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni, al 10% per investimenti da 10 a 20 milioni. In generale si prevede una costante diminuzione delle aliquote fino al 2026.

Nel caso dei beni immateriali previsti dal corrispettivo allegato B, si prevede che dal 2021 al 2023 l’aliquota rimanga costante al 20% riducendosi poi al 15% nel 2024 e al 10% nel 2025.

Nessun riferimento invece è stato fatto per i beni non 4.0 (ex superammortamento) che rimangono incentivati nel 2021 al 10% e per il 2022 al 6%, sia per i beni materiali che immateriali. Ricordando che comunque si tratta di una bozza e che quindi le previsioni possono cambiare, tendenzialmente non si prevedono proroghe nell’ambito.

Cambiamenti molto più longevi sono previsti nel caso del Credito d’imposta in Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design, per il quale si prevede un rinnovo decennale fino al 2031 anche se con alcune modifiche. Mentre per il 2022 si propende per mantenere le aliquote attuali, come:

  • il 20% per attività di ricerca e sviluppo con massimale di 4 milioni,
  • il 10% per attività di innovazione o per attività di design e ideazione estetica con massimale di 2 milioni,
  • il 15% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 con massimale di 2 milioni,

dopo ci sarà probabilmente una netta riduzione delle stesse fino al 2025 quando potrebbero risultare dimezzate. Nulla ancora può essere dato per certo!

Importanti novità sono state introdotte anche con gli articoli 10 e 11 della manovra, per quanto riguarda la misura “Nuova Sabatini” e il fondo rotativo 934.

Sotto il primo aspetto, la Nuova Sabatini, che agisce sostenendo gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese con un contributo a sostegno degli interessi pagati per il finanziamento contratto al fine di acquistare beni strumentali, è stata rimpolpata con 180 milioni di euro innanzitutto per ogni anno dal 2022 fino al 2026.

Il fondo rotativo 394 che, invece, assicura il sostegno delle attività di internazionalizzazione, è stato incrementato a sua volta di 1,5 miliardi per ogni anno dal 2022 al 2026.  Con 150 milioni di euro (sempre per ogni anno) dal 2022 al 2026 è poi rifinanziato il fondo perduto Fondo per la promozione integrata dell’export previsto dal Decreto Cura Italia.

Alessandra Gallini
Research & Services Intern – Leyton Italia