Italia e BIOTECH: cresce la spesa in Ricerca & Sviluppo, +46,7% dal 2014 al 2019

L’industria biotecnologica è uno degli approcci più promettenti al controllo dell’inquinamento e conservazione delle risorse. Carlo Manenti ci racconta di questa nuova sfida per i policy-maker d’Italia che devono saper indirizzare e incentivarne la Ricerca&Sviluppo.

SEPTEMBER 7, 2021

12:00 AM

Di Carlo Manenti

L’umanità sfrutta i processi biologici per migliorare la qualità della propria vita da oltre 10mila anni, a partire dalle prime comunità stanziali basate su un’economia agricola. È da allora che abbiamo esplorato le potenzialità dei microorganismi per lievitare il pane, conservare i latticini attraverso la caseificazione, e produrre bevande alcoliche attraverso la fermentazione.

Queste conoscenze di natura empirica, perfezionate e innovate nel corso dei millenni, utilizzano gli organismi viventi nella loro forma naturale. Il significato moderno di biotecnologia sottintende una modifica intrinseca dell’organismo o del suo sistema biologico.

Con lo sviluppo dell’ingegneria genetica negli anni ’70 dello scorso secolo, la ricerca in ambito biotecnologico è cresciuta rapidamente, alla luce delle nuove opportunità aperte legate alla scoperta del DNA. Una nascente industria “biotech”, soprattutto legata al DNA ricombinante, portò notevoli innovazioni in ambito medico, nella produzione industriale di insulina, agenti coagulanti, regolatori ormonali, antibiotici e, ovviamente, i vaccini.

Applicazioni della Biotecnologia oggi

La biotecnologia ha numerose applicazioni: oltre alla medicina e la farmacologia, il settore biotech sta conoscendo utilizzi sempre più raffinati nell’ambito dell’agricoltura e dell’industria. È importante riconoscere gli impatti non solo in senso di produttività, ma anche di efficienza e sostenibilità ambientale.

Tra gli obiettivi del biotech in ambito agricolo vi è la creazione di colture più resistenti alle minacce di batteri e ai cambiamenti climatici, permettendo di ridurre il consumo di pesticidi, fertilizzanti e fonti idriche, o abbattendo gli sprechi alimentari legati alle micotossine.

La biotecnologia, sfruttando i processi biologici come la fermentazione e i biocatalizzatori come gli enzimi e il lievito, sta trovando grande utilizzo nella Ricerca e Sviluppo della produzione di fonti di energie sostenibili. Lo sfruttamento delle biomasse assume un ruolo chiave nel controllo delle emissioni di Co2, oltre al potenziale utilizzo responsabile degli scarti dell’industria agroalimentare o di terreni non coltivabili (come le alghe nei mari).

La ricerca sulla biomassa ha intrapreso già da tempo differenti direzioni, tra cui l’utilizzo per produrre plastica biodegradabile e a base biologica: la bioplastica. Mais, grano e altri cereali sono le principali farine con cui si produce questa plastica sostenibile. La strada qui però è ancora lunga: oltre alla sua versatilità e resistenza nei vari utilizzi industriali, è importante inserire la sua produzione all’interno di un’economia circolare che non sottragga terreni coltivabili per questo scopo. Ma Roma non è stata costruita in un giorno…

BIOTECH e l’Italia: lo Stato dell’Arte

Il settore Biotech gode di buona salute in Italia: l’ultimo rapporto stilato Assobiotec – Federchimica insieme ad Enea intitolato “Le imprese di biotecnologia in Italia. Facts&Figures – Aggiornamento congiunturale 2021” censisce ad oggi 721 imprese italiane presenti nel territorio. Numeri che registrano una trend di crescita costante: solo nel 2008 le aziende attive nel settore erano 478. Non solo è cresciuto il numero di imprese, ma dallo studio emerge l’incremento di fatturato, che nel solo lasso di tempo dal 2018 al 2019 ha segnato un aumento del 23%.

Il trend di crescita è rilevabile inoltre dalle cifre riguardanti la Ricerca e Sviluppo. La spesa intra muros in R&S nelle aziende biotech è salita tra il 2014 e il 2019 del 46,7%, un ritmo ancora più sostenuto della media dell’intero comparto industriale dello Stivale. Le spese in Ricerca e Sviluppo mostrano discrete differenze in termini di settore e di dimensioni d’impresa: la Ricerca in ambito Salute è per gran parte competenza delle Medie e Grandi Imprese, che da sole investono per l’87%. Di ben altra natura è la distribuzione per altre aree del biotech: il 49% delle spese in R&S in ambito Industria e Ambiente provengono da Micro e Piccole Imprese, cifra che sale ulteriormente nell’Agricoltura e Zootecnia, dove il 56% dei costi sono di competenza di aziende con meno di 50 dipendenti.

Il 2020 è stato un anno complesso per diversi comparti, mentre il biotech pare aver retto l’urto del lockdown. Un sondaggio condotto tra Maggio e Giugno del 2021 da Federchimica Assobiotec rileva che il 70% delle imprese ha mantenuto un fatturato stabile, se non in crescita.

L’ottimismo del settore è sentito, e dalle Istituzioni è chiaro l’intento di promuovere le aree di competenza del Biotech. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) offrirà risorse importanti in tal senso: la Missione 2 del Piano, riguardante la Transizione Ecologica e l’Agricoltura Sostenibile riceverà nel suo totale 69,94 miliardi di euro di finanziamento, mentre la Missione 6, facente riferimento alla Salute, verrà interessata da un allocamento di 20,23 miliardi di euro complessivi. Grandi sfide, grandi opportunità.

Carlo Manenti
Business Developer – Leyton Italia

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Carlo Manenti

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