IRAP 2021: la deduzione per gli addetti alla Ricerca e Sviluppo

L’IRAP è l'imposta regionale applicata alle attività produttive. Ma chi colpisce e in che percentuale? Ce ne parla Enrico Fontanesi in questo articolo.

MARCH 3, 2021

12:00 AM

Di Enrico Fontanesi

L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP) è dovuta per l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Costituisce in ogni caso presupposto di imposta l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato. Il periodo coincide con quello valevole ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF ed IRES).

L’aliquota base dell’imposta è al 3,90%, con la possibilità per le singole regioni di aumentarla o diminuirla; inoltre, l’IRAP, permette la presenza di alcune deduzioni, che attualmente sono le seguenti:

  • deduzione dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
  • deduzione forfetaria di 7.500 euro, per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato; tale importo è stato incrementato a 13.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni (c.d. “cuneo fiscale”);
  • deduzione dei contributi previdenziali e assistenziali (c.d. ”cuneo contributivo”);
  • deduzione delle spese per apprendisti, per disabili, per il personale assunto con contratto di formazione lavoro e per addetti alla ricerca e sviluppo;
  • deduzione di 1.850 euro per ciascun dipendente fino ad un massimo di 5 dipendenti;
  • deduzione per incremento della base occupazionale;
  • deduzione del costo residuo per il personale dipendente.

La deduzione per il personale dedicato ad attività di ricerca e sviluppo si può semplificare in 4 punti:

  • Rientrano nell’ambito applicativo dell’agevolazione i costi del personale addetto all’attività di R&S, a prescindere dall’inquadramento contrattuale; comprese le collaborazioni (co.co.pro. o occasionali) ed amministratori (risoluzione 4 maggio 2006, n. 57/E).
  • La deduzione è operata con riferimento ai costi sostenuti per il personale addetto:a)alla ricerca di base (insieme delle attività di studio, esperimenti, indagini e ricerche che non hanno una specifica finalità ma rivestono un’utilità generica per l’impresa); b)alla ricerca applicata e sviluppo finalizzata alla realizzazione di uno specifico progetto (esempio: costruzione di un prototipo di un macchinario, indipendentemente dal successivo brevetto o meno).
  • La deduzione opera a condizione che sussista apposita “attestazione di effettività dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca” rilasciata dal soggetto a cui è stato attribuito il controllo contabile, ossia dal collegio sindacale nel caso la società ne sia dotata ovvero, in mancanza di tale organo sociale, da un revisore dei conti o da un professionista iscritto negli albi dei revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.
  • Rilevano ai fini della deduzione i costi sostenuti per il personale (al netto dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro) coinvolto nelle attività di R&S moltiplicato per le ore dedicate a tale attività.

Chiaramente per ciascun dipendente la fruizione delle deduzioni:

  • del c.d. “cuneo fiscale”;
  • del c.d. ”cuneo contributivo”.

è alternativa alla fruizione delle deduzioni:

  • delle spese per addetti alla ricerca e sviluppo, per apprendisti, per disabili e per il personale assunto con contratto di formazione lavoro;
  • della deduzione forfettaria.

Pertanto sarà necessario valutare caso per caso quale deduzione utilizzare ai fini del conteggio.

Con Provvedimento del 29.01.2021 n. 28883, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di dichiarazione “Irap 2021” con le relative istruzioni, da utilizzare per la dichiarazione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) per l’anno 2020.

Le novità che trovano spazio nel Modello IRAP/2021 sono:

  • il credito d’imposta riconosciuto al locatore in caso di esercizio del diritto di riscatto degli alloggi di edilizia sociale da parte del conduttore;
  • la riduzione del 50% dell’Irap per le imprese che svolgono l’attività nel comune di Campione d’Italia;
  • il prospetto dei versamenti sospesi per Covid-19, riservato ai soggetti che essendone legittimati non hanno effettuato alle scadenze previste i versamenti dovuti, avvalendosi delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria (Sezione XXI) da COVID-19.

In ultimo, è proprio di pochi giorni fa (11/02/2021) la dichiarazione di Emanuele Orsini (Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco) in audizione in commissione Finanza alla Camera: “L’IRAP è un’imposta che ha fatto il suo tempo. Dopo la cancellazione temporanea dei versamenti del tributo dovuti nel 2020, il Legislatore ha un’occasione storica per eliminarla del tutto. Si avrebbero enormi benefici in termini di semplificazione e attrazione di nuovi investimenti”.

A questo punto sarà necessario attendere il “neonato” Governo Draghi per capire se questo suggerimento verrà accolto o meno poiché, è da ricordare che, il 90% del gettito ottenuto dall’IRAP è attribuito alle Regioni allo scopo di finanziare il Fondo Sanitario Nazionale, fondamentale per la situazione in cui tutti stiamo vivendo.

Enrico Fontanesi
Business Innovation Analyst – Leyton Italia

Autore

Enrico Fontanesi

Buinsess Innvoation Analyst

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