Innovazione: tutte le aziende possono farla, ma come?

In realtà tutte le aziende possono fare innovazione, ma come e quanto (non) costa? Ce lo racconta Daniele Verdemare in questo articolo.

FEBRUARY 25, 2021

12:00 AM

Di Daniele Verdemare

Molto spesso quando si tratta l’argomento dell’innovazione ci si trova davanti ad una materia nebulosa e dai confini labili. Numerose volte si confonde la vera origine del termine “innovazione” con le attività di Ricerca & Sviluppo; da questa confusione nasce l’idea che fare innovazione sia prerogativa degli enti di ricerca, delle università e delle grandi aziende dotate di un reparto di Ricerca e Sviluppo interno.                                                                                                                                                                     

In realtà tutte le aziende possono fare innovazione, infatti, seppur interconnesse, le attività di R&S sono intrinsecamente differenti da quelle relative all’innovazione. Un progetto di R&S comprende attività che possono rientrare nella cosiddetta “ricerca di base” (cd. fondamentale o pura) e/o “ricerca applicata” (ricerca industriale o sviluppo sperimentale), finalizzate al perseguimento di obiettivi scientifici chiaramente definiti e contrassegnati da una forte componente di incertezza; d’altro canto l’innovazione riguarda la dimensione applicativa di un’invenzione o di una scoperta. Possiamo trovare innovazione nell’applicazione di tecnologie innovative per la produzione di nuovi prodotti, nella definizione di nuovi processi, nell’utilizzo di strumenti che portano ad un miglioramento delle performance aziendali e molto altro; insomma l’innovazione la possiamo trovare ovunque ci sia  qualcuno che cerca di risolve un problema utilizzando strade non convenzionali individuate grazie ad un apporto creativo dell’ingegno.

L’obiettivo dell’innovazione, quindi, è quello di garantire il progresso sociale attraverso l’introduzione di nuovi prodotti o servizi.

Innovare significa aderire alle circostanze, ai mutamenti dell’ambiente e alle scoperte scientifiche, significa conosce i propri early adopter, conoscere il target dei potenziali clienti e individuare le problematiche che stanno cercando di risolvere. Innovare significa dare una soluzione a questi problemi attraverso un prodotto o servizio che soddisfi pienamente le aspettative di mercato. Tutto ciò non significa necessariamente realizzare qualcosa di completamente nuovo, ma anche combinare l’esistente in altro modo, dando vita così a qualcosa che prima non c’era.

Quanto finora detto sembra un bel racconto, gli innovatori sono supereroi che risolvono problemi con la fantasia, l’inventore è una sosta di scienziato pazzo stile Emmet Brown in “Ritorno al futuro” che inventa il flusso canalizzatore per tornare indietro nel tempo e modificare il passato. La realtà però non è questa, per fare innovazione bisogna avere metodo, conoscere il sistema e l’ambiente, bisogna capire i reali bisogni di chi ci circonda e provare ad offrire soluzioni utili.

Ma esiste un modo per fare tutto questo? A questa domanda proviamo a dare risposta illustrandovi una tecnica per fare innovazione che offre un approccio schematico all’analisi e allo sviluppo di idee innovative. Questa tecnica, a mio avviso estremamente utile ed interessante, viene spesso utilizzata per realizzare nuove idee o perfezionare un prodotto, sto parlando della matrice SCAMPER.

La tecnica SCAMPER è stata ideata da Bib Eberle e nasce dalla necessità di perfezionare un prodotto o un’idea già esistente. Si basa, in pratica, su una lista di sette domande fondamentali mirate a definire le caratteristiche e le funzionalità del nuovo prodotto. Per mettere in pratica questa tecnica basta costruire la matrice delle domande fondamentali riportate di seguito:

  • Substitute – sostituire persone, componenti, materiali;
  • Combine – combinare con altre cose o funzioni;
  • Adapt – adattare funzioni o aspetto;
  • Modify – modificare dimensioni, forma, aspetto visivo, suono;
  • Put to other use – stabilire altri impieghi, nuovi o combinati;
  • Eliminate – ridurre, semplificare, eliminare il superfluo;
  • Reverse – utilizzare in modo contrario, invertire.

Dall’applicazione di queste semplici domande ad una serie di caratteristiche e funzioni nasce una matrice che consente al team di progetto di ragionare in maniera strutturata sulle migliori combinazioni funzionali del prodotto/servizio.  Quindi innovare significa definire i problemi, trovare soluzioni innovative tramite un approccio strutturato e sviluppare un prodotto/servizio che dia una risposta creativa alle esigenze del mercato. 

Fin qui sembrerebbe se non facile, almeno fattibile, ma quanto costa fare innovazione?

Fare innovazione significa dedicare persone a progetti che non rientrano nelle comuni attività dell’azienda, significa studiare il mercato, acquistare materia prima per realizzare prototipi, rinnovare macchinari, aggiornare i processi produttivi, fare test, depositare brevetti etc. Tutto questo ha un costo notevole che spesso le aziende non affrontano a cuor leggero. Per incentivare l’innovazione e aiutare le aziende che intendono creare valore in tal senso, lo stato mette a disposizione degli imprenditori una serie di misure finalizzate a ridurre quota parte di queste spese. In tal senso la finanza agevolata può essere uno strumento utile alle imprese e può agire da facilitatore per le imprese che vogliono fare innovazione.

Daniele Verdemare
Innovation Consultant – Leyton Italia

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Innovation Consultant

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