Innovazione: l’elemento fondamentale per la crescita del mondo Life Science

JULY 31, 2020

12:00 AM

Di Carolina Canevari

Il ruolo dell’innovazione risulta fondamentale al fine di far diventare l’Italia un punto di riferimento europeo nel mondo Life Science.

Un’analisi svolta da Boston Consulting Group (di seguito BCG) sostiene questa teoria.
Il mondo sanitario, che include sia il mondo life science, che in Italia rappresenta più del 12% del PIL, sia il mondo pharma, potrebbe avere un importante spinta nello sviluppo del mercato se l’attenzione fosse focalizzata sulle seguenti aree: innovazione, valorizzazione della produzione di molecole e modernizzazione. Con l’attenzione canalizzata in questi tre segmenti, il valore del mondo life science crescerebbe notevolmente in termini di fatturato, di posti di lavoro e di brevetti. Tale crescita permetterebbe un importante sviluppo del mercato in termini sanitari, aumentando sensibilmente il numero di pazienti salvati, pertanto il guadagno non dovrebbe essere considerato solo in termini economici.

Affinché tutto questo possa realizzarsi, è necessario che l’Italia esprima al massimo la propria eccellenza nell’innovazione perché l’innovazione è l’acceleratore per il cambiamento di un mercato. Il settore sanitario ad oggi, è incentrato sull’innalzamento della performance media anziché sulle aree di forza, motivo per cui, il nostro paese non è riconosciuto tra i primi cinque paesi in termini di ricerca scientifica, di brevetti registrati e di approvazione di nuovi farmaci (nonostante siamo uno dei principali produttori).

L’ innovazione, pertanto, deve prendere il sopravvento e trainare la trasformazione del mercato sanitario; è necessario che siano create infrastrutture, reti di collaborazione, meccanismi di supporto e competenze. Il sistema di accesso ai finanziamenti pubblici, come i bandi di natura regionale e nazionale, dovrebbe essere meritocratico, premiando le aree di eccellenza e supportando l’attività di ricerca e sviluppo.

È fondamentale sottolineare che, quando si tratta il tema dell’innovazione, non si fa riferimento solo alla creazione di reti di collaborazione e meccanismi di supporto, che permettono l’ottenimento di contributi a fondo perduto, o solo riferimento all’innovazione derivante dall’attività di ricerca scientifica. Quando si parla di innovazione, infatti, si devono tenere in considerazione anche gli investimenti in beni e strumenti 4.0, che permettono un miglioramento dei processi interni, e che, pertanto, consentono lo sviluppo di un nuovo approccio al mercato dei servizi sanitari, dato dall’unione tra il capitale umano e il capitale tecnologico.

Lo stato italiano supporta le realtà operanti nel mondo sanitario in questo processo di trasformazione. Innovare, sia in termini tecnologici che in termini di ricerca scientifica, è la parola chiave per poter ottenere agevolazioni di diversa natura o contributi a fondo perduto che sostengono le realtà sanitarie ad accelerare il percorso, già iniziato, per il raggiungimento degli obiettivi, in materia innovativa, che sono già stati prefissati.

Lo stato italiano non è però il solo a supportare le realtà operanti nel mondo sanitario ad ottenere contributi a fondo perduto. L’Unione Europea, infatti, con i programmi quadro settennali, a settembre presenterà l’ottavo programma quadro Horizon Europe, poiché siamo quasi al termine del settimo programma Horizon 2020 che incentiva e sponsorizza l’innovazione soprattutto nel campo della ricerca scientifica, attraverso finanziamenti dedicati proprio a determinate branchie di ricerca di base.

Tutte queste iniziative, sia di natura nazionale che europea, permettono di recuperare, o di ottenere, dei fondi che consentono una maggiore attività innovativa, sia in termini di ricerca scientifica che in termini di investimenti in industria 4.0.

Autore

Carolina Canevari

Healthcare Business Developer

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