FinTech: scenari ed opportunità per PMI e Startup

12-04-2022

Di Mattia Lonardi

Il FinTech è ormai da tempo un termine noto e oggetto di attenzione da parte di operatori finanziari, imprese, enti di regolazione dell’attività economica policy makers e consumatori.

Il tema delle tecnologie applicate al mondo dei servizi finanziari è dunque destinato a entrare stabilmente nel linguaggio comune.

Il suo sviluppo è ormai considerato ben strutturato e irreversibile e ha registrato una grande accelerazione a livello di investimenti, progetti e nascita di startup soprattutto in seguito allo scoppio della pandemia globale causata dal Covid-19.

Il contagio pandemico ha infatti dato impulso sia nel mondo lavorativo che nella vita quotidiana a nuovi processi di inclusione e trasformazione digitale, che hanno favorito lo sviluppo e la diffusione di nuove modalità di lavoro, mutamenti nei comportamenti dei consumatori ed una repentina digitalizzazione delle imprese.

Sta crescendo inoltre in Italia il numero di startup Fintech, le quali sono ancora poco capitalizzate ma già molto dinamiche e attive. Ad oggi, le startup Fintech italiane sono infatti più di 300 ed operano prevalentemente nel settore dei servizi bancari (soluzioni di Bank Account, Lending & Financing, Wallet & Payments), dei servizi di Investment e Insurance e dei servizi tecnologici a servizio del mondo finanziario e assicurativo.

Il dibattito quotidiano intorno all’utilizzo delle tecnologie Fintech nei processi produttivi, economici, commerciali e finanziari è dunque sempre più acceso ed attuale: quali nuove opportunità devono essere in grado di offrire le tecnologie digitali, soprattutto in ambito finanziario, bancario e assicurativo? Gli scenari sono ancora incerti e aperti ad ogni tipo di evoluzione, considerando anche che l’Italia è tra i pochi Paesi a non aver ancora normato in maniera organica e complessiva il settore Fintech.

Segnali incoraggianti provengono però dalle risorse destinate dall’Europa per contrastare la crisi pandemica e favorire la ripresa economica. Tali fondi sono destinati a rafforzare il processo in atto e ridurre il “digital divide”, grazie all’attuazione dei progetti previsti dal nuovo Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.

Lato consumatori e PMI, spina dorsale del tessuto economico italiano, in ambito finanziario la pandemia ha fatto emergere l’esigenza di nuove modalità operative non tradizionali, quali l’attivazione di nuovi servizi personalizzati in autonomia, senza passare dalle filiali (ad es. Invoice Trading, Investimenti, Factoring, Prestiti online) ed il potenziamento dei servizi mobile e dei canali di accesso digitali a tali servizi.

Lato attori finanziari, le banche e le assicurazioni hanno ben compreso il ruolo centrale e nevralgico del Fintech nella digitalizzazione del mercato finanziario italiano e sono intenzionate, o comunque costrette, a trasformare in una grandiosa opportunità di trasformazione ed innovazione ciò che ora è forse avvertito ancora come una minaccia.

In particolare, le banche di grandi dimensioni puntano a creare incubatori e spazi di sperimentazione con le startup innovative del mondo FIntech, in modo da rinnovare i propri prodotti e servizi ed implementare nel medio periodo modelli di business innovativi, capaci di penetrare in nuovi mercati e generare nuova redditività.

In quest’ottica, le stesse startup fintech stanno promuovendo, verso i grandi attori finanziari tradizionali, un approccio di tipo collaborativo: alcune stanno contribuendo ad accelerare i processi di trasformazione digitale delle banche, altre considerano le banche come un intermediario, tramite il quale offrire a consumatori e imprese italiane i propri servizi, utilizzando piattaforme innovative.

In questo scenario, la finanza agevolata può costituire una rilevante opportunità ed uno strumento strategico per fornire alle startup italiane in ambito Fintech una decisiva spinta all’innovazione nonché l’inserimento in nuovi mercati, in modo da aumentarne la crescita in termini di valore ed aiutarle a superare le diffuse problematiche e criticità connesse alla nascita di una nuova realtà imprenditoriale. 

In tal senso il nuovo PNRR (Piano nazionale Ripresa Resilienza) prevede misure specifiche dedicate alle startup e volte a incentivare gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione in Italia, con uno stanziamento di oltre 11 miliardi di euro. Queste misure si concretizzeranno nei prossimi mesi con la pubblicazione di appositi bandi, la predisposizione di finanziamenti dedicati e l’offerta di incentivi e di agevolazioni fiscali.

In un contesto economico di grande incertezza, ancora fortemente influenzato dalla pandemia da Covid-19 una cosa è chiara: il Fintech rappresenta una soluzione tecnologica all’avanguardia e contribuirà nei prossimi anni a rivoluzionare e rimodellare in maniera rilevante i modelli di business e le dinamiche operative del settore finanziario ed economico italiano, europeo e mondiale.


Mattia Lonardi
Business Innovation Analyst – Leyton Italia