Fabbrica Digitale 4.0 e fattore umano: cosa cambia?

  • Di Andrea Lamparelli
    • 09 Nov, 2022
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Fabbrica 4.0

I recenti sviluppi tecnologici nella progettazione di sensori e nelle tecnologie di rete hanno portato ad una crescita significativa dei dispositivi che sfruttano l’Internet of Things (IoT). Tali dispositivi basano il loro funzionamento su tecniche di intelligenza artificiale (AI) quali Machine Learning, Deep Learning, Visione Artificiale ed analisi dei Big Data. Tutto ciò ha portato allo sviluppo di sistemi sempre più autonomi, che, applicati ai differenti contesti produttivi, stanno guidando la transizione verso la Fabbrica Digitale 4.0.

I sistemi di intelligenza artificiale sostituiranno completamente gli esseri umani oppure l’IoT migliorerà l’intelligenza umana, consolidando il rapporto uomo-robot?

È importante, a tal proposito, chiarire la distinzione tra Intelligenza Artificiale ed Intelligenza Aumentata. In particolare, con il primo termine, ci si riferisce ai computer che si sostituiscono completamente agli esseri umani. Diversamente, per Intelligenza Aumentata, si intende la cooperazione tra i computer e gli esseri umani, al fine di poter accrescere il livello di intelligenza globale.

Ai tempi moderni, gran parte del clamore esistente attorno al potenziale dell’IoT è suscitato dai sistemi di Intelligenza Artificiale, puramente autosufficienti e autonomi, basati sull’analisi dei Big Data, attraverso informazioni raccolte dai dispositivi IoT.

In effetti, il potenziale dell’IoT non si può concretizzare senza la capacità di raccogliere, aggregare e analizzare l’enorme quantità di dati creata dai dispositivi IoT, in modo sinergico dall’Intelligenza Artificiale e da quella Umana.

Fabbrica 4.0

Tuttavia, all’interno delle Fabbriche Digitali, esistono alcuni contesti in cui l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale, l’analisi dei dati ed altre applicazioni di Intelligenza Artificiale possono funzionare molto bene con dati su larga scala e, soprattutto, senza coinvolgere in maniera preponderante il giudizio umano.

Al contrario, aree come la progettazione, la vendita, l’assunzione e la gestione delle risorse umane, nonché i processi decisionali strategici, sono esempi eccellenti in cui il giudizio umano, l’intuizione manageriale e la simbiosi uomo-computer possono ancora migliorare le prestazioni lavorative.

L’intelligenza umana è quindi ancora necessaria per intraprendere decisioni relative ai dati orientati all’uomo, generalmente associati a: dipendenti, clienti e partner, che includono le loro preferenze, i comportamenti passati, le abitudini, le emozioni e le informazioni caratterizzate da elevati livelli di personalizzazione.

Gli esseri umani, in generale, superano le macchine quando hanno a che fare con ambiguità, approssimazione ed informazioni incomplete, ed anche quando sono richiesti intelligenza e giudizio emotivi, elementi che, ancora oggi, sono considerati il ​​limite più critico dell’Intelligenza Artificiale.

L’Intelligenza Aumentata integra quindi le capacità uniche degli esseri umani che non possono essere replicate dalla pura Intelligenza Artificiale.

La simbiosi uomo-macchina denota l’interazione collaborativa tra esseri umani e computer

Nel contesto dell’IoT, sta emergendo in maniera sempre più marcata, una relazione simbiotica uomo-computer, in particolar modo nel momento in cui l’IoT raccoglie i dati, gli strumenti di intelligenza artificiale eseguono i calcoli di routine sulla base di criteri determinati dagli esseri umani e questi ultimi eseguono le valutazioni e prendono le decisioni finali.

Il presupposto di base che regola la simbiosi uomo-computer è che i computer e gli esseri umani abbiano punti di forza e capacità di risoluzione dei problemi complementari. L’intelligenza aumenta quando si ottimizza la potenza di calcolo dei computer e dell’IoT, unitamente alle capacità cognitive, all’intuizione ed al “buon senso”, propri degli esseri umani.

Fabbrica 4.0

Quali sono i possibili rischi per le organizzazioni?

Al giorno d’oggi, con la costante evoluzione tecnologica, tutte le organizzazioni si trovano a dover affrontare molteplici rischi derivanti dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’IoT, quali: la cybersecurity e le relative intrusioni su dati sensibili, nonché la potenziale perdita del controllo manageriale. Pertanto, i manager moderni devono considerare attentamente per quali attività, in che modo ed in che misura, poter utilizzare le applicazioni IoT. In particolare è fondamentale considerare:

1. Compromessi tra automazione completa e controllo umano

Ad esempio, le soluzioni IoT per la produzione automatizzata, la manutenzione predittiva e la sicurezza possono essere, sempre in maniera cauta, completamente automatizzate. Tuttavia, le applicazioni orientate all’uomo, quali la progettazione tecnica o la vendita al dettaglio intelligente, dovrebbero mantenere una certa supervisione umana.

La tecnologia beacon ed i dispositivi di tracciamento oculare possono ottimizzare il posizionamento della merce a livello logistico, ed i venditori dotati di dispositivi mobili possono sfruttare le informazioni personalizzate dei dispositivi IoT per vendere in maniera intelligente i prodotti, arricchendo così le soluzioni IoT.

2. Attenta progettazione dell’interfaccia dell’IoT

Le applicazioni di Intelligenza  Aumentata, da qualche anno, stanno emergendo in molti domini IoT, quali la sicurezza informatica, la produzione industriale e l’assistenza sanitaria. I progettisti IoT si concentrano sempre di più sulle continue interazioni uomo-macchina e sui punti di interfaccia, per rendere i sistemi IoT più efficienti ed efficaci, facilitando un adeguato controllo umano.

Fabbrica 4.0

3. Creazione di sinergie tra l’Intelligenza Artificiale e l’Intelligenza Aumentata

I manager 4.0 devono sforzarsi di combinare efficacemente la potenza cognitiva umana con la potenza di calcolo del computer, al fine di poter progettare applicazioni di simbiosi uomo-computer nei vari settori della Fabbrica Digitale.

Quali sono le prospettive future?

In un futuro neanche troppo lontano, quasi certamente le macchine da sole potrebbero dominare il processo decisionale nella maggior parte delle applicazioni. Ci sarà, tuttavia, un periodo di transizione, durante il quale i principali progressi intellettuali saranno compiuti da esseri umani e computer, che continueranno a lavorare insieme in maniera sinergica.

L’IoT è e sarà un’area in cui poter integrare l’intelligenza umana e quella informatica per risolvere i problemi emergenti. Inoltre, è importante sottolineare che la nostra società deve adattarsi alle più ampie implicazioni sociali, economiche, comportamentali ed etiche dell’Intelligenza Artificiale ed Aumentata.

Entrambe, infatti, influiscono sul futuro del lavoro, sulla produttività organizzativa, nonché su attività legali, politiche e di governance. Pertanto, al fine di poter dare all’uomo la possibilità di familiarizzare con la crescente presenza delle macchine all’interno dei processi decisionali tipicamente antropici, i progettisti IoT dovranno mantenere un livello ragionevole di supervisione umana per alcuni anni, per poi procedere in maniera graduale verso ladelega del controllo alle macchine.

Andrea Lamparelli
Innovation Consultant Coordinator – Leyton Italia

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Andrea Lamparelli

Innovation Consultant Coordinator

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