ETS Innovation Fund: aperta la seconda call per i progetti Small-scale

All’interno del Green Deal si colloca l’ETS Innovation Fund, uno dei più importanti programmi di finanziamento per investimenti in tecnologie e processi a basse emissioni di CO2. Ce ne parla Francesca Filippi in questo articolo.

DECEMBER 14, 2020

12:00 AM

Di Francesca Filippi

L’ETS (Emissions Trading System) Innovation Fund è uno dei più importanti programmi di finanziamento al mondo per la dimostrazione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio. Esso rientra nella tabella di marcia del Green Deal Europeo, la nuova strategia di crescita dell’UE volta a far sì che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

Il Green Deal europeo prevede un piano d’azione, con risorse dedicate pari a 1.000 miliardi di euro, volto a:

  • promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare;
  • ripristinare la biodiversità;
  • ridurre l’inquinamento. 

Il Green Deal definisce la nuova strategia, per tutti i settori dell’economia,  per rendere sostenibile l’economia dell’UE delineando un percorso di crescita che trasformi l’Unione in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui:

  • nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra
  • la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse
  • nessuna persona e nessun luogo sia trascurato.

L’ETS Innovation Fund rappresenta una delle pietre miliari all’interno del Green Deal, unitamente al Meccanismo per la transizione giusta, alla legge europea per il clima, al piano per aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni Ue dal 40% al 55% al 2030, e ad altre misure volte a favorire la mobilità sostenibile e l’economia circolare.

ll Fondo, il cui budget complessivo per il periodo 2020-2030 ammonta a circa 10 miliardi di euro finanziati con i crediti ETS – crediti provenienti dalla vendita all’asta di quote nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE, fa seguito all’ex Programma NER300. In particolare l’ETS Innovation Fund amplia l’aspetto green del precedente programma, focalizzandosi su progetti con un elevato grado di maturità e tecnologie altamente innovative che possano portare a riduzioni significative delle emissioni in più settori e liberare ulteriori investimenti a basse emissioni di carbonio in tutti gli Stati membri.

L’ETS Innovation Fund non è un programma di ricerca, ma si concentra sull’introduzione sul mercato di tecnologie altamente innovative. Può essere combinato con altre fonti di finanziamento come InvestEU, Horizon Europe, Connecting Europe Facility, Fondo per la modernizzazione e Fondo di coesione, programmi nazionali o capitale privato.

Il Fondo sostiene le seguenti attività:

  • attività che sostengono l’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio nei settori elencati nell’allegato I della Direttiva 2003/87/CE (la Direttiva EU ETS), tra cui la cattura e l’utilizzo sicuro del carbonio (CCU);
  • attività che contribuiscono a stimolare progetti mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico della CO2 (CCS) in modo sicuro per l’ambiente;
  • attività che contribuiscono a stimolare la costruzione e il funzionamento di tecnologie in energie rinnovabili innovative e tecnologie per l’immagazzinamento dell’energia.

La prima call, chiusasi il 29 ottobre 2020, con un budget di 1 miliardo di euro, ha interessato solo progetti aventi una spesa minima prevista di 7,5 milioni di euro, cosiddetti Large-scale projects.

La seconda call, aperta in data 01 dicembre 2020 e con scadenza il 10 marzo 2021, è invece riservata ai cosiddetti Small-scale projects, progetti con una spesa prevista tra 2,5 e 7,5 milioni di euro nei seguenti settori: energie rinnovabili, industria ad alta intensità energetica, stoccaggio di energia e cattura e stoccaggio del carbonio. L’importo stanziato è pari a 100 milioni di euro e prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili. In linea con la finalità del programma di assicurare un impatto concreto sul mercato, tra i criteri premianti è da sottolineare il livello di maturità tecnologica del progetto: l’enfasi è posta su progetti prossimi alla fase di commercializzazione.

Effettuare un assessment del proprio progetto secondo la scala TRL (Technology Readiness Level) in relazione ai diversi deliverable richiesti per la partecipazione alla call è uno step preliminare fondamentale per valutare le potenzialità di successo del proprio progetto.

Francesca Filippi
Sales Manager – Leyton Italia

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Francesca Filippi

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