EIC Accelerator: un piccolo inciampo iniziale

Un piccolo inciampo iniziale di uno strumento di finanziamento unico in Europa, creato per accelerare lo sviluppo e lo scale up di innovazioni radicali: l’EIC Accelerator. Giuseppe Mele ci spiega cosa è successo.

MAY 20, 2021

12:00 AM

Di Giuseppe Mele

Con il lancio ufficiale del 18-19 Marzo scorsi, l’EIC Accelerator (uno degli strumenti dell’EIC – European Innovation Council) diventa la prima – o quasi – sezione del programma quadro Horizon Europe a partire ufficialmente.

L’EIC è stato introdotto negli ultimi periodi del precedente programma quadro Horizon 2020. L’obiettivo è quello di testare una serie di strumenti e meccanismi per una completa realizzazione nel programma Horizon Europe 2021-2027, lanciato ufficialmente negli ultimi mesi – con una disponibilità totale di 10 miliardi.

L’idea nasce dal precedente Commissario per la Ricerca dell’UE Carlos Moedas e sta ora emergendo a pieno titolo dopo una fase pilota di tre anni, in cui sono stati finanziati oltre 5.000 progetti presentati da startup e PMI. Per il 2021 i fondi disponibili ammontano complessivamente a 1 miliardo di euro, di cui 592 milioni per aziende di ogni settore e 495 milioni di euro riservati a tecnologie breakthrough in ambito sanitario, digitale e green.

L’EIC Accelerator, dedicato ad aziende e startup a vocazione fortemente innovativa, prevede un duplice supporto in forma di grant fino a 2,5 milioni di euro (per le attività di sviluppo tecnologico) e di partecipazione all’equity fino a 15 milioni di euro per il supporto alle attività di scale-up. L’obiettivo è finanziare aziende che intendono sviluppare innovazioni radicali ad alto rischio con lunghi lead time, che richiedono quindi un tempo più lungo per realizzare il ritorno sull’investimento. La partecipazione all’equity mira anche ad attrarre ulteriori capitali privati.

Potrebbe sembrare tutto lineare e ragionevolmente in ritardo a causa degli ostacoli derivanti dall’attuale situazione pandemica. Le cut-off ufficiali per il 2020 sono state programmate per il 16 giugno e per il 6 ottobre 2021, prendendo in considerazione anche le tempistiche richieste dal nuovo processo di partecipazione, che prevede:

  • la presentazione di una short application – supportata da una piattaforma basata su intelligenza artificiale;
  • la presentazione di un full proposal – in caso di valutazione positiva della short application – anche al fine di superare i colli di bottiglia della precedente fase pilota (i.e. circa 2800 proposte per ogni cut-off con un picco di oltre 4000 per l’ultima scadenza di H2020).

Tuttavia lo scorso 7 maggio, inaspettatamente l’EIC ha interrotto la possibilità di presentare le short application in vista della scadenza del 16 giugno, diversamente da quanto indicato nel Work Programme ufficiale. Questo è stato un evento inatteso da parte di tutti gli operatori e, di fatto, rappresenta un unicum per i programmi di finanziamento europei, solitamente caratterizzati da una elevata qualità della programmazione.

Come affermato da Jean-David Malo, direttore dell’EISMEA, l’agenzia dell’UE dietro l’EIC, il motivo dello stop iniziale alle short application è da imputare non solo all’elevato numero di domande ricevute, ma anche alle tempistiche necessarie per la valutazione delle stesse – soprattutto considerando la scadenza del 16 giugno per la presentazione dei full proposal.

L’improvvisa interruzione, senza preavviso e settimane prima della scadenza pubblicata, ha lasciato molti operatori indignati, anche dopo la successiva riapertura della piattaforma.

Nel suo annuncio iniziale, l’EIC non ha fornito un motivo specifico per la decisione inaspettata, ma ha comunque parlato di “una serie di miglioramenti” – in corso – relativi al sistema di presentazione basato su AI e ha raccomandato agli innovatori di attendere per presentare nuove proposte fino al 22 giugno, quando gli aggiornamenti saranno completati.

Con alte probabilità questa situazione non consentirà di allocare il miliardo di euro previsto per il 2021 e, in qualche modo, considerando le critiche mosse da diversi operatori, è realistico pensare che si avranno delle ripercussioni in termini di fiducia delle aziende verso questo tipo di strumenti. Ad ogni modo, è necessario considerare non solo il periodo di assestamento di cui necessitano tutti i nuovi strumenti, ma anche delle potenzialità delle migliorie apportate che, qualora si rivelassero effettivamente funzionali e consentissero una migliore gestione delle proposte progettuali (sia in termini qualitativi che quantitativi), sarebbero sicuramente ben accolte da tutti gli stakeholder.

Giuseppe Mele
Key Account & European Funds Manager – Leyton Italia

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Giuseppe Mele

Giuseppe Mele

Key Account & European Funds Manager

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