Decreto Aiuti Ter 2022: nuovi aiuti per sostenere il Paese nella crisi energetica

21-09-2022

Di Centro Studi

Nelle ultime settimane i rapporti tra i paesi dell’UE e la Russia non sono migliorati, anzi, con la chiusura del gasdotto Nord Stream 2, e la continua sottoposizione della Russia a sanzioni, i rapporto si sono inclinati maggiormente causando notevoli problematiche per quanto riguarda il rifornimento di gas. Essendo alle porte dell’inverno, i vari governi hanno cercato vie alternative per fronteggiare tale criticità. I paesi europei che ne soffriranno maggiormente sono, indubbiamente, la Germania e l’Italia.

La crisi, ormai quasi inarrestabile, sembra non avere fine. Il Governo Italiano, su proposta del Presidente del Consiglio Mario Draghi, sta vagliando modi alternativi per poter sopperire, almeno in parte, alla fornitura di gas che non arriverà dalla Russia. Una prima soluzione è data dall’accordo di fornitura sottoscritto con l’Algeria che, in un primo momento, vista la difficoltà nel reperire i volumi aggiuntivi di gas naturale promessi all’Italia, potrebbe non rispettare quanto accordato nei termini prefissati.

A riguardo, però, è intervenuta la società italiana Eni assicurando il rispetto dell’accordo dalla parte algerina: attraverso il Transmed (gasdotto che collega l’Algeria all’Italia) sono arrivati in Italia mediamente 70 milioni di metri cubi al giorno ed il flusso si dovrebbe mantenere costante nel tempo (non è esclusa una possibile intensificazione della fornitura).

In uno scenario pieno di incertezze in cui il costo delle materie prime è in constante aumento, giorno dopo giorno, il Governo Italiano si è impegnato a mettere in atto una strategia di misure volte a mantenere gli impegni pregressi assunto con il PNRR e, allo stesso tempo, fornire supporto agli italiani e alle imprese italiane per affrontare l’attuale crisi energetica.

Non sono mancate nel corso dei mesi, infatti, l’emanazione di appositi decreti volti a contrastare con fermezza e determinazione il progredire della crisi. Alla data del 16 settembre 2022 il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo Decreto Legge, “Decreto Aiuti Ter”, che amplia ed intensifica le misure strategiche adottate con i precedenti decreti (“Decreto Aiuti” e “Decreto Aiuti bis”).

Se, in una prima fase, le misure erano prevalentemente rivolte a garantire sostegno economico alle imprese, il nuovo decreto interviene in maniera più incisiva nel settore energetico.

Di seguito i principali ambiti e misure di interesse:

Decreto Aiuti Ter 2022

Contrasto all’aumento del costo dell’energia elettrica e del gas naturale

Le principali novità previste nel nuovo Decreto al fine di sostenere le imprese nell’acquisto di energia elettrica e gas naturale, sono le seguenti:

  • Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, per le imprese a forte consumo di energia elettrica (“imprese energivore”): il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022. Il credito d’imposta è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese e dalle stesse autoconsumata nei mesi di ottobre e novembre 2022;
  • Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, per le imprese a forte consumo di gas naturale (“imprese gasivore”): il credito d’imposta è riconosciuta nella misura del 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

Per entrambe le misure rimane invariato il criterio di adottato per calcolare la variazione dei costi: le imprese, nel terzo trimestre 2022, devono aver subito un incremento del costo della materia prima (energia elettrica e/o gas naturale) pari al 30%  relativo al medesimo periodo dell’anno 2019.

Preso atto che la logica del legislatore è la medesima, quali sono le novità introdotte dal nuovo Decreto Aiuti Ter?

Novità introdotte dal nuovo Decreto Aiuti Ter

  • I crediti di imposta per imprese energivore e gasivore possono essere utilizzati in compensazione entro la data del 31 marzo 2023, oppure, entro la data del 31 giugno 2023. Su questo punto la bozza del decreto non è molta chiara nel determinare il termine perentorio di scadenza, infatti, si ipotizza che in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale venga indicato in via definitiva;
  • I crediti d’imposta sono cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto;
  • È consentita la cessione, solo per interno, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.
Decreto aiuti 2022

Accanto a questi due crediti d’imposta, la platea dei soggetti beneficiari è stata ampliata prevedendo ulteriori due contributi:

  • Imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiori a 4.5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica: è previsto un credito d’imposta pari al 30% della spesa sostenuta per l’acquisti della componente energetica, effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022.
  • Quanto previsto non deroga i contributi previsti per le imprese munite di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4.5 Kw ma, semplicemente si aggiunge, aumentando notevolmente la lista dei possibili soggetti beneficiari. Si tratterebbe, quindi, delle attività più piccole, ad oggi rimaste fuori dalla misura agevolativa ma che parimenti stanno subendo gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia;
  • Imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale: è previsto un credito d’imposta pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

In questi ultimi due casi è importante precisare che, ove l’impresa destinataria del contributo si rifornisca nel terzo trimestre dell’anno 2022 e nei mesi di ottobre e novembre 2022, di energia elettrica o di gas naturale dallo stesso venditore da cui si riforniva nel terzo trimestre dell’anno 2019, il venditore, entro sessanta giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito d’imposta, invia al proprio cliente, su sua richiesta, una comunicazione nella quale è riportato il calcolo dell’incremento di costo della componente energetica e l’ammontare del credito d’imposta spettante per i mesi di ottobre e novembre 2022.

Contrasto all’aumento dei carburanti

  • Per le imprese esercenti attività agricola, della pesca e l’attività agromeccanica di cui al codice ATECO 1.61.00 è riconosciuto, un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto  del carburante effettuato nel quarto trimestre solare dell’anno 2022.
  • Le spese di acquisto del carburante possono riguardare anche l’alimentazione di impianti per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi adibiti all’allevamento degli animali. Anche per questo credito d’imposta vale quanto disposto in tema di cessione per i crediti precedenti;
  • Si incrementa il contributo straordinario agli enti locali previsto dal D.L. 17/2022,articolo 27, comma II, di ulteriori 200.000.000 € (di cui 160.000.000 € in favore dei comuni e 40.000.000 € in favore delle città metropolitane e delle province);
  • Si autorizza lo stanziamento di 40.000.000 € per l’anno 2022 per l’istituzione, con decreto del Ministero della Cultura, di un fondo volto a mitigare gli effetti dell’aumenti dei costi di fornitura di energia elettrica e di gas sostenuti da sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e istituti e luoghi della cultura;
  • Si istituisce un fondo, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS), con un dotazione di 100.000.000 € per l’anno 2022 per sostenere il settore dell’autotrasporto al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dagli aumenti eccezionali dei prezzi carburanti. Il MIMIS, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti Ter, dovrà definire i criteri di determinazione, le modalità di assegnazione e le procedure di erogazione delle risorse tramite apposito decreto;
  • Al fine di supportare ulteriormente la liquidità delle imprese nel contesto dell’emergenza energetica, assicurando le migliori condizioni del mercato dei finanziamenti bancari, è stato prevista la concessione di garanzie gratuite, da parte di SACE e del Fondo PMI, per i finanziamenti concessi dalle banche alle imprese per esigenze relative al pagamento delle bollette emesse nei mesi di ottobre novembre e dicembre, se viene applicato al finanziamento un tasso di interesse che prenda come riferimento i BTP. Per le medesime finalità è stato previsto un incremento della percentuale di garanzia dal 60 all’80 per cento dell’importo finanziato per il pagamento delle bollette;
  • È innalzato l’importo massimo dei finanziamenti (da 35.000 € a 62.000 €) garantibili dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) in relazione ai mutui in favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che hanno subito un incremento dei costi energetici;
  • Al fine di agevolare l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici sulle coperture e sulle facciate di edifici a servizio di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, sono ridotti, fino al 31 dicembre 2024,  da 60 a 30 giorni i termini per la valutazione del progetti antincendi.
Crisi energetica

Accanto alle misure energetiche il Decreto prende in esame una tematica che, negli ultimi mesi, ha destato molte perplessità nell’ambito del credito d’imposta per attività di R&S&I. Ci si riferisce, nello specifico, alla procedura di riversamento del credito d’imposta in ricerca e sviluppo indebitamento percepito in riferimenti agli anni 2015-2019. A tal proposito, la scadenza prevista in data 30 settembre 2022 è stata prorogata fino al 31 ottobre 2022. Restano, tuttavia, invariate le scadenze per pagare le somme dovute: la prima scadenza resta quindi fissata in data 16 dicembre 2022.

Quanto indicato nella bozza del Decreto Aiuti Ter può essere soggetto ad ulteriori modificazioni sia in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge sia in una fase di successiva conversione in legge del medesimo. Non essendo, ad oggi, ancora intervenuta la pubblicazione, quanto sopracitato è da intendersi a titolo informativo ed in attesa di validazione.

Soltanto con la pubblicazione in G.U. il contenuto troverà applicazione nel nostro ordinamento e potrà produrre effetti.

Centro Studi – Leyton Italia

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