Corporate entrepreneurship: il coinvolgimento dei dipendenti all’interno dell’azienda

Il 69% delle grandi imprese hanno già avviato azioni di Corporate Entrepreneurship. Ma cos’è e perché è così importante sviluppare questo approccio in azienda? Ce ne parla Enrico Beltrame.

JUNE 7, 2021

12:00 AM

Di Enrico Beltrame

La trasformazione digitale che stiamo vivendo nel corso di questi ultimi anni ha subito una rilevante accelerazione in seguito all’emergenza pandemica. Sebbene già da diversi anni si sia sentito parlare del tema “corporate entrepreneurship”, è ora probabile che questo modello innovativo diventi sempre più rilevante, anche all’interno delle aziende italiane.

“Corporate entrepreneurship” potrebbe sembrare la classica composizione di parole inglesi utilizzata a sproposito nell’ambito della stampa nazionale. Il mondo delle PMI italiane, fiore all’occhiello del nostro tessuto imprenditoriale, potrebbe risultare quindi molto distante da questo concetto.

In realtà il cambiamento in essere e che andremo ad osservare nel corso dei prossimi anni potrebbe portare alla ribalta questo modello organizzativo. Cerchiamo quindi di capire concretamente di che cosa stiamo parlando: si tratta della possibilità di sfruttare innanzitutto le competenze interne dei propri dipendenti per innescare un circolo virtuoso, che porti ad una dinamica ricerca di nuove tipologie di prodotti, servizi o apertura di mercati. Va da sé che per attivare un percorso di questo tipo le strutture classiche e gerarchiche delle PMI nazionali devono affrontare un radicale percorso di cambiamento, in prima battuta di tipo culturale. Spesso, infatti, siamo di fronte a strutture piramidali dove il dipendente è visto come un soggetto puramente esecutivo ed operativo, che non partecipa attivamente all’innovazione del modello aziendale. Le idee arrivano perché spinte dalle richieste esogene del mercato e dagli spunti dell’imprenditore.

Il modello di “Corporate entrepreneurship” è volto a ribaltare questa mentalità. L’obiettivo è quello di coinvolgere i dipendenti, che diventano parte proattiva del percorso  di crescita dell’azienda stessa. Le attività che portano a questi risultati possono essere di svariata natura. Concretamente questo modello non può essere oggi circoscritto ad una definizione univoca. Ad ogni modo possono essere esempi concreti di “Corporate entrepreneurship” sessioni attive volte a generare nuove idee (brainstorming), rotazione di posizioni aziendali cicliche (in modo da permettere di conoscere a 360 gradi la propria organizzazione), collaborazione dei propri dipendenti con soggetti marcatamente innovativi quali startup (o creazione di veri e propri spin-off); competizioni e contest aziendali per stimolare i dipendenti su temi specifici; responsabilizzazione del dipendente nel processo decisionale; formazione costante del proprio personale nell’ambito di nuove tecnologie etc.

L’organizzazione aziendale muta, quindi, in funzione del cambiamento, rendendo sia la mentalità aziendale sia quella dei dipendenti stessi nettamente più agile.

Sono proprio i dipendenti il fulcro della “Corporate entrepreneurship”, divenendo il cuore pulsante dell’azienda. Il concetto di partenza è quello di rendere il singolo dipendente imprenditore di sé stesso e della sua organizzazione, partecipando attivamente ai successi aziendali.

Questa mentalità può portare realtà quasi inconsapevolmente innovative a sprigionare un effetto positivo a catena dirompente. Questo modello, per altro, permettendo di sviluppare nuovi prodotti e comportando una formazione continua, attiva la possibilità di accedere a concrete forme di finanziamento dell’Innovazione ad oggi esistenti e previste dal legislatore.

Enrico Beltrame
Business Developer– Leyton Italia

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Enrico Beltrame

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