Come creare una Startup: la guida in 7 punti

Hai sempre sognato di aprire una Startup ma non sai come fare? Ecco la nostra guida definitiva, a cura di Marco di Pilla, per creare una Startup in 7 semplici step.

FEBRUARY 12, 2021

12:00 AM

Di Marco Di Pilla

Come creare una startup? Questa è la terza domanda che vi dovreste fare, ma prima di tutto le due domande principali dovrebbero essere: chi siete e chi ve lo ha fatto fare.

Avete capito bene, prendete un foglio e scrivete la risposta a queste due domande, perché quando sarete nel pieno vortice della crescita e dei problemi della vostra startup, queste due risposte saranno i due pilastri che vi permetteranno di andare avanti. 

Creare una startup richiede passione, impegno, dedizione, determinazione e tanto duro lavoro. Avere solo una grande idea non è abbastanza! 

Chiarito questo primo punto, quindi quali sono i passaggi da fare? 

1. Ideazione e sviluppo

L’idea rimane il punto da cui partire per creare una startup, anche se a giudizio di molti, l’idea iniziale non è che una delle tante ipotesi da testare nella continua ricerca di un modello di business ripetibile e scalabile. 

Tralasciando l’approccio del copia e incolla di modelli già esistenti, è bene che la vostra idea sia innovativa e presenti le caratteristiche di durabilità (sia valida nel tempo) e sostenibilità (sia fattibile).   

Se invece non avete ancora un’idea, esistono davvero molteplici approcci che vi possono portare a svilupparne una, ma ad ogni modo, ricordate che affinché un’idea possa trasformarsi in un business, occorre che risolva un problema comune, che si crei convenienza, scoperta o soddisfi un bisogno. 

2. Formazione del Team

Nessuna idea innovativa e nessun azienda di successo si è fatta da sola! La differenza la fanno le persone e sono le persone, con le loro capacità, competenze, visioni e passioni a creare startup straordinarie.  

Vanno dunque valutate attentamente le competenze dei collaboratori, che devono essere diverse in relazione al modello di business.  

3. Scelta del Business Model

Costituito il team, il passo successivo è capire se l’idea iniziale è valida e può trasformarsi in un’impresa sulla quale qualcuno possa investire.

Lo strumento di sintesi che descrive in modo chiaro le attività di un’impresa (dall’idea alla sua realizzazione) le iterazioni tra di esse e come questa crea valore, è chiamato Business Model.

Lo strumento di business design più conosciuto ed utilizzato per costruire un business model è il Business Model Canvas  (ideato da Alexander Osterwalder).

Questo strumento permette di avere un’immediata e chiara visione di quali sono i punti di forza e debolezza del vostro progetto e di velocizzare i processi di comunicazione, ideazione e problem solving. Il Canvas precede la redazione del business plan, nel quale invece vengono evidenziati i soli aspetti economici dell’impresa. 

4. Finanziamenti

L’esigenza di capitali accompagnerà la vostra tua start-up lungo tutto il suo ciclo di vita: nascita, sviluppo, espansione, maturità. In particolar modo per la fase iniziale o di early stage della startup, dove ancora non si dispone né di un prodotto né di un business model sostenibile, ma i costi mensili da sostenere con l’ammontare di cassa sono certi. 

Ecco una breve descrizione dei principali canali di finanziamento ai quali si può ricorrere in fase Seed (per questo chiamati investimenti Seed Round o Seed Capital). 

  • Bootstrap (o bootstrapping): è l’autofinanziamento, quindi i capitali propri del Founder.
  • Crowdfunding: è la raccolta di somme di denaro principalmente attraverso il canale web, con l’ausilio di piattaforme di crowfunding. Il crowfunding si realizza in 4 forme diverse (Donation, Reword, Equity e Lending).
  • Business angel: sono persone fisiche (di solito ex imprenditori, manager, consulenti, professionisti) che investono in cambio di azioni di minoranza. I Business Angel possono investire anche in gruppo informale o organizzato.
  • Venture Capital startup: quando l’investitore di un fondo di Venture Capital (chiamato Venture Capitalist) entra nel capitale di rischio della società (quote o azioni) e vi rimane sino alla scadenza del finanziamento (3-10 anni) oppure vende la società ad altra compagnia (exit).
  • Incubatori: gli incubatori sono delle società che offrono spazi fisici e di co-working ed alcuni servizi come: servizi amministrativi e organizzativi, formazione, consulenza, accesso a finanziamenti e networking.
  • Acceleratori: è un’organizzazione che accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese. Quasi tutti gli acceleratori investono in startup in cambio di equity.
  • Prestiti bancari: concessi dalle banche tramite fondi di garanzia governativi per le PMI, competition o mutui per le nuove imprese.
  • Bandi pubblici e Horizon 20: contributi statali a fondo perduto e per finanziare progetti innovativi e startup

5. Fondazione della Start up e scelta della Forma Giuridica

Un altro passo fondamentale è quello della scelta del modello societario, che per le startup riguarda prevalentemente quello delle società di capitali. 

Per le start up innovative è però previsto che esse possano costituirsi come società di capitali anche in forma cooperativa. 

Tra le forme di società di capitali, quelle maggiormente scelte dagli Startupper sono la SRL Semplificata e la SRL Start up innovativa. 

6. Minimum Viable Product (MVP)

Realizzate un “Prodotto Minimo Fattibile o MVP”, cioè un prodotto/servizio che presenta delle caratteristiche minime, ma che lo facciano funzionare. 

Immettete l’MVP nel mercato e fatelo testare da uno specifico target di consumatori o di buoni clienti (gli early adopter) facendovi rilasciare dei feedback. Utilizzate strumenti come il Validation Board ed i feedback ricevuti per adattare il MVP alle esigenze del cliente e misurane l’efficacia.

7. Validazione del mercato

Infine occorre validare i clienti e verificare se il business model è scalabile dimensionalmente (in termini di prodotto, acquisizione della clientela, pricing, canali). Per farlo è necessario far partire le attività di marketing e immettere una quantità limitata di prodotti/servizi in aree selezionate di mercato, valutando se viene venduto. Se le vendite sono alte avete raggiunto il Product Market Fit: i clienti esprimono soddisfazione verso il prodotto perché risolve il loro problema. 

La fase successiva sarà quella di fornire al mercato la giusta user experience e continuare ad investire nel marketing in modo che la domanda cresca. Se la customer validation non funziona occorrerà ritornare alla fase precedente e scoprire ciò che non ha funzionato o abbandonare l’idea e passare ad un altro progetto. 

Marco Di Pilla
Leyton Start-Up Manager – Leyton Italia

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Marco Di Pilla

Marco Di Pilla

Leyton Start-Up Manager

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