Certificazioni Ambientali: valorizzazione della sostenibilità aziendale

La crescente consapevolezza della rilevanza ambientale dei prodotti industriali è sfociata negli ultimi anni verso una sempre maggior attenzione alle etichette e alle dichiarazioni di prodotto.

FEBRUARY 5, 2021

12:00 AM

Di Emanuele Valli

L’Unione Europea è attiva fin dal 1998 nell’organizzare una struttura normativa in grado di supportare le imprese nella valorizzazione delle loro performance ambientali. La volontà della Comunità Europea, in quanto specifico ambito legislativo, è da sempre volta alla normalizzazione delle procedure in modo tale da indirizzare le singole azioni in unica direzione avente come base la gestione del ciclo vita così da supportare al meglio le performance di eco efficienza dei nuovi prodotti e/o servizi.

Tali attività riassumono il concetto di “politica integrata di prodotto” (IPP) la quale trova nel LCA ed LCCA, i propri principali strumenti analitici, così da garantire un approccio integrato alle politiche ambientali con cui incentivare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali di prodotto (inteso come merce e servizio) seguendo il suo intero ciclo di vita. Lo scopo finale delle IPP è definire un modus operandi con cui analizzare e raccordare le diverse politiche esistenti con i diversi strumenti utilizzati quali:

  • Marchi ecologici;
  • Accordi volontari;
  • Procedure d’acquisto sostenibili;
  • Incentivi e sgravi fiscali.

La crescente consapevolezza della rilevanza ambientale dei prodotti industriali è sfociata negli ultimi anni verso una sempre maggior attenzione verso le etichette e le dichiarazioni di prodotto, allo scopo di veicolare le diverse informazione tra produttore e consumatore (B2C) o tra produttore ed intermediario (B2C).

Solamente con la definizione della norma ISO 14020 si sono potute stabilire le linee guida ed i principi utili allo sviluppo e all’applicazione delle diverse etichette e delle dichiarazioni ambientali volontarie. Tale norma classifica i diversi marchi ambientali secondo il seguente schema:

  • Marchi/dichiarazioni di Tipo I: basati su criteri di eccellenza, singoli o multipli, sviluppati da una parte terza. Tali criteri fissano valori di soglia da rispettare per l’ottenimento del marchio da parte di un organismo competente (ente pubblico o privato). L’esempio più famoso di questa tipologia è il marchio Ecolabel europeo.
  • Marchi/dichiarazioni di Tipo II: sono asserzioni ambientali basate su autodichiarazioni del fabbricante. La norma prevede una serie di vincoli da rispettare sulle modalità di diffusione e i requisiti sui contenuti dell’informazione. Tra le iniziative svolte relativamente allo sviluppo di Tipo II si segnalano gli sforzi compiuti da AssoSCAI al fine di strutturare etichettature conformi alle norme previste in grado di fornire qualifiche ambientali di prodotto e/o servizio in modo trasparente e verificabile.
  • Marchi/dichiarazioni di Tipo III: si tratta dichiarazioni che consistono in una quantificazione dei potenziali impatti ambientali associati da un ciclo di vita del prodotto. Tali impatti devono essere valutati in conformità con le specifiche di prodotto e presentati in una forma in grado di facilitare il confronto tra prodotti appartenenti allo stesso gruppo o categoria, attraverso la standardizzazione di alcuni parametri. Le etichette di queste tipo sono fornite dal sistema EPD gestito a livello internazionale dall’ International EPD Consortium (IEC).

Attraverso la predisposizione delle tre tipologie sopra descritte si vuole incoraggiare la domanda per la fornitura di prodotti a minor impatto ambientale lungo il loro ciclo vita, tramite la comunicazione di accurate e verificabili informazioni sugli aspetti ambientali diretti di bene e servizi.

Emanuele Valli
Innovation Consultant – Leyton Italia

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Emanuele Valli

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Innovation Consultant

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