Cashless society: il digitale verso pagamenti sempre più tracciabili e controllati

  • Di Cristina Appolloni
    • 10 May, 2021
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Cashless

È risaputo, l’Italia è una nazione ancora estremamente “affezionata” all’uso del contante. La crisi scaturita dagli effetti del Covid 19 ha tuttavia fatto emergere molte criticità in essere, soprattutto quelle relative al livello di avanzamento tecnologico del Paese. Questa presa di coscienza ha fatto sì che venissero introdotte nuove misure – come Italia “Cashless – al fine di accelerare la digitalizzazione dei pagamenti, che sta imponendo la propria presenza in maniera sempre più marcata sul mercato a livello mondiale.  

Come riportato dal Rapporto 2021 della Community Cashless Society, fondata da The European House – Ambrosetti, si stima infatti che nel quinquennio 2021-2025 i pagamenti elettronici aumenteranno del +12,7% all’anno, a fronte del +10,1% del periodo 2015-2019.

Questa tipologia di pagamenti comporta numerosi vantaggi sia per i consumatori che per le imprese, in particolar modo per gli esercenti. Per quanto riguarda i  primi, i vantaggi riscontrabili sono senza dubbio la velocità e la semplicità nel completamento dell’acquisto, nonché la possibilità di tracciare e monitorare agilmente tutte le spese effettuate tramite un qualsiasi device (smartphone, tablet, ecc.). La modalità contactless aggiunge poi benefici dal punto di vista igienico-sanitario, evitando il contatto con banconote e terminali POS.

Per quanto riguarda gli esercenti, il principale vantaggio è quello di poter offrire alla clientela un’alternativa più che valida al pagamento in contanti, guadagnando così un vantaggio competitivo rispetto ai competitor. Non solo, la tecnologia di cui oggi si dispone, permette loro di gestire in sicurezza gli incassi dell’attività e di ridurre le probabilità di furto in negozio. La velocizzazione del processo di pagamento e la diminuzione del rischio di code alla cassa migliora poi sensibilmente la customer experience.

Un importante protagonista del cambiamento nelle abitudini di consumo – secondo l’analisi – è l’e-commerce, il cui valore è stimato in crescita del 12,1% nel 2020, con prospettiva di superare i 100 miliardi di euro nel 2025 (a fronte dei 35,6 miliardi di euro del 2019).

Tanti erano i consumatori abituali dell’universo online e altrettanti lo sono diventati: i trend e le abitudini di acquisto online si stanno quindi ripercuotendo anche nell’offline.

Ad oggi, infatti, effettuando delle spese attraverso questa tipologia di pagamenti, è possibile beneficiare di agevolazioni come detrazioni fiscali, credito d’imposta, rimborsi (cashback) e di vincere, come nel caso della Lotteria degli Scontrini partita nel 2021, premi esentasse e che non concorrono alla formazione del reddito. 

C’è da far presente, comunque, che all’interno della bozza del Recovery Plan mancano i finanziamenti per il Cashback di Stato, nonostante nelle scorse settimane fosse stata assicurata una dotazione di 5 miliardi di Euro e che la misura non sarebbe stata sospesa almeno fino a giugno 2022. 

Questo tuttavia non significa chela misura sarà cancellata. Il Governo, infatti, potrebbe comunque continuare a finanziarloattraverso l’utilizzo di fondi nazionali.   

Considerando l’incertezza sul tema dei finanziamenti di Stato per i pagamenti elettronici appare quindi evidente come un sito e-commerce rappresenti un’opportunità in continua crescita e sviluppo nonché una grande occasione di business, sia per l’azienda che vi si affida che per l’utente finale.

Un Investimento su un sito e-commerce può infatti usufruire del Credito d’Imposta Beni Immateriali “ordinari” non 4.0,  fruibile da imprese ed esercenti, nella misura 10% del costo, su un importo massimo di 1 milione per i beni immateriali.

Cristina Appolloni
Senior Business Developer – Leyton Italia

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Cristina Appolloni

Senior Business Developer

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