“CASES”: le 5 direttrici dell’innovazione nel settore automotive

  • Di Stefano Coletta
    • 10 Nov, 2022
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Le cinque direttive dell'innovazione nel settore automobilistico

Il settore automotive, soprattutto negli ultimi anni, sta subendo una continua e significativa evoluzione in risposta ai rapidi cambiamenti dell’ambiente esterno; in particolare, la crisi economica globale, la crescente sensibilità verso le tematiche ambientali sia da parte delle istituzioni che dei cittadini, l’aumento del prezzo del carburante e l’evoluzione tecnologica stanno modificando le abitudini dei consumatori a cui le case produttrici, di riflesso, devono adeguarsi con nuove idee di business e strategie di innovazione.

La letteratura in materia ha individuato cinque direttrici, conosciute con l’acronimo “CASES”, e lo scopo del presente articolo è quello di descriverle.

Le cinque direttrici dell’innovazione automotive

Connectivity:

per connettività si intende l’interconnessione tra l’automobile ed il guidatore, i passeggeri e l’ambiente esterno e si sostanzia in tre differenti tecnologie.

I sistemi di infotainment (parola di origine anglosassone composta dall’incontro tra information e entertainment) sono quei dispositivi che trasferiscono al pilota una serie di informazioni e che gli permettono di restare in contatto con il mondo durante la guida. L’interfaccia principale dei sistemi di infotainment è il display, solitamente collocato al centro della plancia del veicolo.

La telematica, invece, tecnologia divenuta ormaifondamentale soprattutto per le imprese commerciali che possiedono flotte di veicoli, consente di monitorare il consumo di carburante, la tensione della batteria, la posizione, eventuali guasti e di ottenere altre informazioni utili sullo stato delle vetture.

La tecnologia V2X (Veichle to everything) garantisce la diretta comunicazione tra il veicolo e vari ambienti e oggetti esterni: altri veicoli, l’abitazione (attraverso sistemi di domotica), i pedoni, i semafori, i cartelli stradali.

Autonomous driving:

i veicoli cosiddetti “autonomi” sono quelli in grado di muoversi senza o con un limitato intervento dell’essere umano. L’automazione della guida si suddivide in gradi:

Le cinque direttive dell'innovazione nel settore automobilistico

Senza automazione: il conducente ha il pieno controllo di tutte le azioni di guida.

Automazione parziale: gliADAS (Advanced driver-assistance system) sono sistemi avanzati di assistenza alla guida che funzionano in maniera attiva/preventiva grazie ad una serie di sensori che consentono assistenza alla frenata, il mantenimento della corsia, l’adattamento della velocità, la rilevazione della stanchezza del conducente. Alcune tecnologie ricomprese negli ADAS, come la scatola nera (che registra gli eventi rilevanti per la sicurezza) e il limitatore della velocità, sono obbligatorie a partire dal 6 Luglio 2022 ed impongono alle case automobilistiche di prevederle di serie.

Automazione condizionale : si tratta del primo vero livello di automazione poiché è l’autovettura a controllare l’ambiente di guida esterno. In questo caso, l’automobile è  in grado di sostituire il guidatore, il quale, però, dovrà mantenere una soglia di attenzione tale da permettergli di intervenire in caso di pericolo.

Si parla di alta automazione quando l’autovettura è munita di sensori (telecamere, sistemi Lidar capaci di rilevare la distanza di un oggetto o di una superficie, computer di bordo, etc…) in grado di processare una grande mole di dati che si convertono in concrete istruzioni di guida.

Il più avanzato livello di automazione, ancora non presente sul mercato, è la guida autonoma.Il veicolo è in grado di adempiere a tutti i compiti di guida in qualsiasi condizione senza l’attenzione e interazione del guidatore. La vettura dotata di questa tecnologia può scegliere in maniera autonoma il percorso, regolare la velocità di crociera e interviene sulla frenata in ogni circostanza di pericolo.

Shared mobility:

la mobilità condivisa può essere definita come un’alternativa di viaggio che mira a massimizzare l’utilizzo delle risorse di mobilità di cui una società può concretamente disporre, scollegandone l’uso dalla proprietà. Quindi, la mobilità condivisa è l’accesso a breve termine a veicoli condivisi in base alle esigenze e alla convenienza dell’utente.

Le principali forme di mobilità condivisa nel settore automotive sono il carsharinge il carpooling. La prima, è un tipo di noleggio auto che differisce dall’autonoleggio tradizionale poiché prevede il pagamento solo per l’uso che ne viene fatto, quindi per il reale tempo di utilizzo e per la reale distanza percorsa.

Le cinque direttive dell'innovazione nel settore automobilistico

Un’altra differenza rispetto al noleggio tradizionale, che rende il carsharing più pratico, è che permette di accedere a un’auto a qualsiasi ora, non solo nell’orario di apertura delle compagnie che offrono questa tipologia di servizio. Inoltre, poiché le auto sono distribuite in tutta la città, c’è più probabilità di trovarne una vicino al luogo in cui si vive.

Il carpooling, invece, esprime il concetto di condivisione dell’auto per ospitare più persone alla volta, eliminando la necessità di guidare in veicoli separati; in pratica è un buon modo per sfruttare l’intera capacità di posti a sedere di un’auto offrendo tre grandi vantaggi: la condivisione dei costi, la riduzione del numero di auto in circolazione con la conseguente riduzione della “carbon footprint” individuale e la possibilità di socializzare durante i viaggi.

Electrification:

l’elettrificazione dei veicoli è il processo di alimentazione degli stessi attraverso l’elettricità. In generale, però, l’elettrificazione riguarda anche molti altri aspetti come lo sterzo elettronico servoassistito, il programma elettronico di stabilità, il controllo elettronico della trazione, il sistema di illuminazione intelligente, le sospensioni elettromagnetiche intelligenti, la trazione integrale, il sistema di attivazione degli airbag e altro ancora.

I principali fattori che spingono all’elettrificazione dei veicoli sono la riduzione delle sostanze inquinanti, lo sviluppo di nuovi sistemi di trasporto intelligenti e l’eventuale mancanza di disponibilità di combustibili fossili.

I vantaggi conclamati delle auto elettriche sono numerosi: non inquinano, hanno costi di rifornimento ridotti rispetto a quelli di un’auto tradizionale, richiedono una minore manutenzione, beneficiano di contributi all’acquisto.

Le cinque direttive dell'innovazione nel settore automobilistico

Servitization:

proprio come per altri settori, anche i clienti delle automobili vogliono avere l’imbarazzo della scelta. Per questa ragione, l’industria automobilistica è costretta a ripensare i suoi modelli di business. Una novità in tal senso è l’approccio CaaS (Car as a Service) che consiste in un miglioramento, in termini di flessibilità del contratto, del classico modello di leasing automobilistico fortemente incentrato sul bene.

I clienti che scelgono la formula CaaS hanno il vantaggio di sostituire i loro veicoli come e quando vogliono e non dovranno preoccuparsi degli aspetti più “stressanti” legati al possesso di un’automobile come il pagamento della polizza assicurativa, il periodico cambio degli pneumatici o la riparazione del veicolo in caso di guasti o sinistri stradali.

Le prospettive future

In un futuro non molto lontano, il settore automotive si evolverà radicalmente e i maggiori player del settore dovranno adattarsi ai continui mutamenti determinati dalle cinque direttrici sopra esposte. Per uniformarsi a tale cambiamento, le case automobilistiche dovranno sostenere maggiori investimenti in R&S, innovazione tecnologica e design anche a discapito di una quota parte dei ricavi per mostrarsi competitivi alla potenziale clientela.

Stefano Coletta
Business Innovation Analyst – Leyton Italia

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Stefano Coletta

Business Innovation Analyst

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