BlueInvest Fund: la Blue Economy all’interno del Green Deal europeo

10-05-2022

Di Francesca Di Palma

La Commissione Europea, al fine di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, ha varato nel Gennaio 2020 il così detto Green Deal o Patto Verde Europeo.

L’intenzione dell’Unione è di introdurre nuove leggi sull’economia circolare, sull’agricoltura, sull’innovazione e sulla biodiversità, ciò in quanto le attuali sfide in tema di clima e ambiente, da cui dipende il futuro dell’Europa, richiedono una risposta rapida.

Come dichiarato dalla presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen, il Patto Verde avrà nel Vecchio Continente lo stesso impatto dello sbarco dell’uomo sulla Luna, in quanto porterà l’Europa a essere il primo continente ad aver raggiunto la neutralità climatica.

Tra i numerosi settori di intervento interessati dal Patto assume particolare rilevanza quello della cosiddetta Economia Blu che interessa le industrie e i settori connessi agli oceani, ai mari e alle coste. L’approccio dell’Unione su questa tematica è perfettamente riassunto dalle parole del Commissario UE per l’Ambiente, gli Affari Marittimi e la Pesca, Virginijus Sinkevičius, secondo cui: “l’Unione per essere veramente verde, deve pensare blu”.

Lo scopo dell’Unione, perseguito attraverso vari interventi nell’ambito delle tecnologie innovative, sarà quello di ridurre l’impatto ambientale e climatico in tutti i settori della Blue Economy, tra cui, pesca, acquacoltura, turismo costiero, trasporto marittimo, cantieristica navale e attività portuali. Azioni quali lo sfruttamento dell’energia del moto ondoso e delle maree, lo sviluppo di attrezzi per la pesca innovativi, la decarbonizzazione del trasporto marittimo e l’inverdimento dei porti, sono solo alcune delle misure che contribuiranno alla transizione verso un’economia blu sostenibile e conseguentemente anche alla creazione di nuove opportunità lavorative.

Per dare un’idea dell’impatto che le azioni di questo tipo potrebbero generare, si pensi che il solo mix di energia oceanica sostenibile (che include energia eolica galleggiante, energia termica, energia del moto ondoso e delle maree) potrebbe generare un quarto dell’energia dell’UE, il che implicherebbe che i porti stessi potrebbero essere usati come poli energetici.

Al fine di finanziare gli interventi sopracitati, la Commissione Europea e il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI), lavoreranno sinergicamente e collaboreranno con gli Stati membri per soddisfare le esigenze di finanziamento.

La prima azione portata avanti dalla Commissione è stata la creazione del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacultura che gestirà il fondo d’investimento “BlueInvest Fund” e il “Forum Blu per gli utenti del Mare” creato per coordinare il dialogo tra operatori del settore offshore, portatori d’interessi e scienziati, impegnati nei vari settori della Blue Economy con lo scopo di stimolare uno scambio cooperativo per l’uso sostenibile dell’habitat marino.

Il BlueInvest Fund, fornisce finanziamenti a fondi azionari sottostanti (Blue Horizon Ventures; Ocean 14; Sofinnova Partners; Astanor Ventures; Sarsia) che sostengono l’Economia Blu Innovativa. Gli investimenti, che mobiliteranno in totale circa 300 milioni di euro di finanziamenti azionari, sosterranno PMI e Start-up che sviluppano prodotti, materiali e servizi innovativi che possono contribuire a migliorare la conservazione degli oceani e la sostenibilità della Blue Economy.

Il Fondo è affiancato dalla piattaforma BlueInvest che prevede una comunità online, l’assistenza alle imprese iscritte, eventi, un’accademia dedicata e l’assistenza sulla realizzazione di vari progetti. 

Al fine di finanziare ulteriormente la transizione verso un’Economia blu sostenibile, la Commissione ha esortato gli Stati membri a includere investimenti in tale ambito nei rispettivi piani per la Ripresa e Resilienza e nei loro programmi operativi per i vari fondi UE da qui al 2027.

L’iniziativa BlueInvest Fund ha fin ora finanziato in particolare Start-up innovative del food-tech e PMI che sviluppano prodotti, materiali e servizi innovativi, capaci di contribuire alla conservazione dei mari e alla sostenibilità del settore della Blue Economy.   

Per quanto riguarda l’Italia, essa si affaccia per l’80% sul mare e i suoi scali intercettano una fetta rilevante dei traffici del Mediterraneo. La Blue Economy nazionale impiega oltre 538 mila addetti e genera oltre 23,7 miliardi di Valore aggiunto lordo, pertanto è necessario intervenire su più fronti per rendere più sostenibile, competitivo e digitale tutto il sistema. Per tale motivo i 4 miliardi di euro previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riservati alla portualità e gli strumenti offerti dal BlueInvest Fund della Commissione, potranno contribuire in modo sostanziale al rilancio di un segmento chiave per la produzione nazionale in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare.

Francesca Di Palma
Business Innovation Analyst – Leyton Italia