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Il Piano Transizione 4.0 sta attraversando un periodo cruciale che influenzerà nei prossimi mesi il destino degli investimenti attuati dalla imprese italiane.
Dopo quasi un mese di attesa, il 16 giugno 2025 è stato pubblicato il Decreto Direttoriale che ha aperto la piattaforma informatica per la prenotazione delle risorse stanziate per l’anno 2025, pari a 2,2 miliardi di euro. Le comunicazioni potevano essere presentate a decorrere dalle ore 14:00 del 17 giugno 2025 ma, a poche ore dalla sua apertura, il sistema era ormai saturo di istanze ricevute.
Già in data 13 giugno 2025 il GSE aveva comunicato la chiusura temporale della piattaforma per qualche giorno, al fine di consentire la trasmissione delle comunicazioni con i nuovi modelli predisposti. Insomma, tutto ci si aspettava men che meno una chiusura così fulminea a stretto giro dall’apertura.
Il 18 giugno, pertanto, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato che le risorse stanziate per il 2025 erano esaurite “in via provvisoria” per gli investimenti non già comunicati con il precedente modello (DM 24 aprile 2024).
L’esaurimento delle risorse, ha portato il MIMIT a creare una lista d’attesa per le imprese che presenteranno nuove comunicazioni ex ante. Si creerà, quindi, una lista d’attesa che consentirà, dopo il 17 luglio 2025, di ridistribuire le eventuali risorse residue seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze. Non bisogna perdersi d’animo, ma continuare a presentare domande sperando di poter beneficare della possibile riassegnazione delle risorse “avanzate”.

Questo “blocco prudenziale” riguarda esclusivamente le nuove domande che rientrato sotto il cappello del 2,2 miliardi di euro. Già con la risoluzione n. 41/E dell’11 giugno 2025, che ha istituto il codice tributo 7077 per l’utilizzo (tramite modello F24) del credito d’imposta per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, sono stati forniti importanti chiarimenti in merito all’inoltro delle comunicazioni richieste dalla nuova disciplina. Ma quali comunicazioni rientrano nel tetto dei 2,2 miliardi di euro?
L’enorme incognita del Ministero, da cui deriva la necessità di introdurre un “blocco preventivo”, risiede nell’impossibilità di sapere quanti degli investimenti effettuati, avendo versato un acconto del 20% entro il 31/12/2024 e che si sono completati dopo il 1 gennaio 2025, o ancora si completeranno nel corso del 2025, siano da escludere dal tetto di spesa imposto dalla legge di bilancio di 2,2 miliardi euro.
Risposta certa potrà essere data soltanto dopo il 17 luglio 2025, termine ultimo per ripresentate le comunicazioni con il nuovo modello. Si è cercato, quindi, di introdurre un meccanismo simile a quello previsto per il Piano Transizione 5.0 al fine di ricostruire e tener traccia di tutte le istanze presentate (vecchie e nuove).
Nel frattempo, il governo sta ancora cercando una soluzione con la Commissione Europea per utilizzare le risorse del nuovo Piano Transizione 5.0, che ammontano a 6,23 miliardi di euro a valere sul PNRR e di cui solo circa il 20% del totale sono state prenotate.
La procedura di comunicazione si articola in tre fasi:

La ricevuta rilasciata dal GSE ha assunto un significato cruciale in quest’attività di riassestamento del Piano Transizione 4.0 adoperata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il decreto direttoriale del 16 giugno 2025 ha modificato il testo precedente, sostituendo “comunicato” con “prenotato”. Questo cambiamento è sostanziale: “prenotato” implica un effetto giuridico di ammissione provvisoria alla misura agevolativa, subordinata alla disponibilità del plafond.
La ricevuta inviata dal GSE alle imprese che hanno presentato la comunicazione ex ante può indicare che il credito è stato “validamente prenotato” oppure che le risorse sono “non disponibili”.
Se si riceve una comunicazione di “risorse esaurite”, non sarà necessario trasmettere entro 30 giorni la comunicazione preventiva con acconto nell’immediato. Per queste, i 30 giorni decorreranno dalla successiva comunicazione che il GSE potrà trasmettere nel caso in cui le risorse liberate possano soddisfare le prenotazioni pervenute.
Per le comunicazioni che hanno avuto esito positivo e hanno “bloccato” risorse, resta obbligatoria l’ulteriore comunicazione con acconto entro 30 giorni, pena la decadenza dalla prenotazione.
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