10 buoni motivi per monitorare la propria Centrale Rischi Banca d’Italia

Guido Micci ci parla dell’importanza di monitorare periodicamente la propria Centrale Rischi Banca d’Italia, per gestire proattivamente i rapporti con gli istituti di credito e prendere le decisioni giuste per la finanza aziendale.

OCTOBER 19, 2020

12:00 AM

Di Guido Micci

La maggioranza delle aziende nel nostro paese, siano esse PMI o Grandi Imprese, ricorrono al sistema bancario e/o al mondo finanziario per ottenere credito sotto qualsiasi forma. Ecco quindi che, in questo scenario, risulta fondamentale conoscere l’importanza che riveste la Centrale Rischi per le controparti.


Centrale Rischi Banca d’Italia, CRIF, CAI, CERVED, CTC, CRIBIS, e molte altre ancora… sono tutte banche dati che si possono definire genericamente “centrali rischi” proprio perché al loro interno sono contenuti dati e informazioni utili alla misurazione del rischio di credito del soggetto segnalato. Fra loro esistono però importanti differenze che si perdono nell’immaginario comune tendente invece a pensarle come quasi del tutto identiche.
Smarcarsi da questo errore di fondo è importantissimo perché senza una corretta conoscenza delle differenze che le contraddistinguono si rischia, soprattutto allorquando emergono dei problemi, di non sapere dove “andare a cercare”, cosa realmente si può fare, quale normativa specifica le regola, e se davvero si possono far cancellare/rettificare oppure no.

Soffermandoci sulla Centrale Rischi gestita da Banca d’Italia, essa è un sistema informativo che raccoglie le informazioni fornite da banche e società finanziarie, iscritte nell’albo e/o elenco speciale. Gli Intermediari sono obbligati ad inviare le proprie esposizioni di rischio, verso un soggetto, alla Banca d’Italia.
Le istituzioni creditizie possono così conoscere in ogni istante qual è l’esposizione globale di un soggetto e quindi cautelarsi anche contro i rischi derivanti dalla concessione di fidi multipli ad un unico soggetto da parte di più istituti di credito.

Nella visura che la Banca d’Italia fornisce, le informazioni sono suddivise nelle seguenti categorie:

  • Rischi autoliquidanti: finanziamenti che il cliente ha ricevuto, con una fonte di rimborso predeterminata. Si tratta di finanziamenti concessi per consentire alla clientela l’immediata disponibilità dei crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di un terzo.
  • Rischi a scadenza: finanziamenti rimborsati dal cliente secondo modalità e scadenze prefissate contrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata (ad es: mutui ipotecari e/o chirografari, leasing, prestiti personali).
  • Rischi a revoca: sono i finanziamenti (scoperto di conto) che il cliente può utilizzare rispettando i termini contrattuali con la facoltà da parte della banca di revocare l’affidamento anche in mancanza di giusta causa.
  • Crediti di Firma: si tratta di garanzie prestate per operazioni di natura commerciale o finanziaria. Sono le garanzie che la banca si impegna a coprire in presenza di inadempimenti di obbligazioni da parte del cliente nei confronti di terzi.
  • Garanzie Ricevute: sono le garanzie personali e reali che il soggetto segnalato fornisce alla banca a garanzia degli affidamenti concesso ad altro soggetto.
  • Derivati Finanziari: sono i contratti derivati per la copertura di tassi – cambi – materie prime etc. (ad es: swap su tassi d’interesse che prevede che le controparti si scambino a date prestabilite, interessi a tasso fisso contro interessi a tasso variabile calcolati su un capitale di riferimento).

Al di là di ogni definizione tecnica, la Centrale Rischi Banca d’Italia è da interpretarsi come un fondamentale “biglietto da visita” dell’impresa.
Avere una Centrale Rischi Banca d’Italia in ordine è di vitale importanza per l’azienda e può fare un enorme differenza tra avere o meno accesso al credito e a quale costo del denaro.
Uno degli elementi fondamentali presi in esame nei famosi sistemi di Rating delle banche, soprattutto per le PMI, è proprio la Centrale Rischi.
Per gli Intermediari la CR è fondamentale, proprio per il fatto che in essa confluiscono tantissime informazioni condivise da tutti gli Intermediari partecipanti, e fornisce una fotografia globale dei crediti concessi dall’intero sistema creditizio al soggetto segnalato (impresa, persona, ente) e del loro utilizzo da parte di quest’ultimo.

Un altro elemento rilevante è costituito dal fatto che la segnalazione ha una prossimità temporale molto aggiornata, attesta la brevità che intercorre tra l’accadimento del fenomeno, la sua rilevazione e la distribuzione informativa agli Intermediari.
La verifica delle informazioni contenute nella propria CR permette, al soggetto segnalato, di conoscere lo status complessivo della propria situazione creditizia e/o di controllare l’esattezza delle informazioni registrate.
Se come detto la CR va a contribuire alla formazione del Rating dell’azienda, appare evidente come la consultazione periodica della stessa dovrebbe entrare nelle buone abitudini dell’azienda.

Riassumendo, ecco 10 BUONI MOTIVI PER MONITORARE LA PROPRIA CENTRALE RISCHI BANCA D’ITALIA:

  1. Solo la Centrale Rischi Banca d’Italia, data la sua autorevolezza e ricchezza di dati, consente di ottenere, anche su base storica, tutte le informazioni sugli affidamenti in corso e passati (importi accordati, sconfini/insoluti, dettaglio delle tipologie di affidamento, scadenze, qualità del credito, ecc…);
  2. Il costante monitoraggio consente di rettificare prontamente errate segnalazioni (statisticamente molto frequenti);
  3. Una CR che riporta dati corretti riflette più fedelmente il proprio merito creditizio e consente maggiori affidamenti e a minor costo;
  4. Presidiare i dati e le informazioni contenute consente la gestione attiva delle segnalazioni (esistono vere e proprie tecniche per poter gestire al meglio le segnalazioni anche e soprattutto in caso di difficoltà finanziaria);
  5. I dati in essa contenuti, data la loro autorevolezza, possono essere utilizzati anche per redigere e valutare al meglio il bilancio e le scelte di finanza aziendale;
  6. L’utilizzo della Centrale Rischi come sistema di reportistica interno all’azienda consente migliori valutazioni su: la struttura degli affidamenti, la sua duration, la scelta di partner e strumenti finanziari adeguati;
  7. Si possono fare valutazioni integrate ed organiche sul corretto utilizzo degli affidamenti;
  8. Si possono fare valutazioni sulla qualità degli effetti commerciali;
  9. Si può presidiare quel fattore che, in sede di valutazione del rating aziendale, le banche pesano dal 40% al 60% (andamentale interno e di sistema);
  10. Si può utilizzare in sede negoziazione del credito con le banche (la singola banca non conosce tutte le informazioni contenute in Centrale Rischi; solo il soggetto segnalato, in un contesto di trasparenza e dialogo, può consegnare un dettaglio preciso delle posizioni e illustrare al meglio la propria posizione).

Guido Micci
Centro Studi – Leyton Italia

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Guido Micci

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